» contact us
» add your site
» our FAQ

"Io vivo tra piu' paesi, piu' lingue, piu' culture. Mi ritrovo sempre negli interstizi, nei luoghi di passaggio. E' l'unico modo di agire in questa vita noiosa." Traggo queste frasi da un singolare (e assai interessante) romanzo, Il diario di Dracula di Marin Mincu.

Vamp Power"Io vivo tra piu' paesi, piu' lingue, piu' culture. Mi ritrovo sempre negli interstizi, nei luoghi di passaggio. E' l'unico modo di agire in questa vita noiosa."

Traggo queste frasi da un singolare (e assai interessante) romanzo, Il diario di Dracula di Marin Mincu. Il Dracula in questione, aggiungero' subito, e' quel Vlad III di Valacchia, meglio noto come "Vlad l'Impalatore", che aveva ereditato dal padre il soprannome di "Dracul", cioe' "Demonio"; il personaggio storico dal quale prese le mosse Bram Stoker per creare, nel 1897, l'immortale capolavoro che e' Dracula.

Dal romanzo di Stoker si e' mossa, in seguito, una serie di epigoni, piu' o meno motivati, piu' o meno sinceri; e, con l'avvento del cinematografo, una serie di registi, sino al recente tentativo di Francis Ford Coppola. E' abbastanza singolare, mi pare, che il vampiro sia, per definizione, refrattario allo specchio (nel senso che lo specchio non lo riflette), mentre non e' per nulla refrattario all'occhio (vitreo) della cinepresa: una malattia vampirica da eccesso di tecnologia? Un vuoto strutturale dei suoi riflessi neuronici?

Sia come sia, se ancora oggi stiamo a parlare, disquisire, discettare del vampiro, e' segno evidente che questa figura possiede un fascino carismatico concesso a non troppi personaggi del panteon fantastico. Ad esempio, il caro vecchio Frankenstein appare un po' in ribasso: dopo la sfolgorante stagione delle pellicole targate Hammer, il buon dottore e la sua creatura non paiono godere di eccessivo favore popolare. E nemmeno il tentativo di Kenneth Branagh e' riuscito a riportarlo sulla cresta dell'onda.

E tuttavia, anche se a prima vista non parrebbe, di cose in comune i due personaggi ne hanno parecchie. A livello narrativo, sono entrambi discendenti diretti di quel grande, fantasmagorico carrozzone da circo che e' il romanzo gotico, ideato e concretamente realizzato da Horace Walpole nel 1764 col suo Il castello d'Otranto. Nelle vene dei due personaggi principali, poi, scorre sangue blu: Dracula e' conte, e il dottor Frankenstein e' barone (qualcuno ci aveva mai fatto caso?). Ma la caratteristica essenziale che accomuna il capostipite dei vampiri al primo, indimenticabile mostro di laboratorio dell'era moderna e' la vittoria sulla morte, la resurrezione della carne, in una forma o nell'altra: piu' eterea, problematica, romanticamente dannata in Dracula; piu' concreta, materiale, scientifica nel mostro di Frankenstein. Entrambi incarnano il tema della sfida a Dio, lo spostamento delle leggi di Natura verso confini che all'uomo non sono concessi; e come sempre accade a chi ha l'ambizione di prendere il posto del Padreterno (per lo meno in letteratura, dalla tragedia greca in poi), il prezzo da pagare e' assai salato. Ma, fortunatamente, le sacre leggi della modernissima serialita' garantiscono anche una successione interminabile di resurrezioni, in barba a tutti gli imperativi morali che si possano invocare.

Credo che il vampiro goda ancora oggi, nell'immaginario collettivo, di maggior fortuna del suo cugino mostro soprattutto per due motivi. In primo luogo, Dracula e compagni sono intrinsecamente polivalenti, adattabili a ogni situazione, riproponibili nei piu' diversi contesti. Come un altro grande archetipo della narrativa fantastica, i fantasmi, incarnano terrori profondi e onnipresenti, non limitati agli angusti spazi del laboratorio di uno scienziato piu' o meno folle. Sono, insomma, una filiazione diretta di strutture fondamentali della paura umana; e se nessuno puo' negare che, specialmente oggi, scienza e tecnologia occupino un posto di rilievo all'interno di questa paura, e' altrettanto innegabile che il timore che si prova di fronte all'irrazionale, al metafisico, ha un impatto ben piu' profondo di quello generato dal razionale. I narratori dei nostri giorni lo hanno capito molto bene; tanto che uno dei romanzi dai quali ha preso avvio la sottocorrente dello splatterpunk e', guarda caso, Vampire Junction di S. P. Somtow, apparso in America nel 1984.

<!--pagebreak-->

Secondariamente, in un mondo come il nostro; un mondo in cui gli eccessi nutritivi sono banditi come peccaminosi dalla coscienza sociale; un mondo in cui stare a dieta, essere agili e scattanti, liberarsi dei chili superflui, e' considerato un preciso dovere civico per chiunque; in questo mondo, Dracula puo' permettersi di abbuffarsi di sangue a piacere, senza alcuna limitazione. E' vero, come mi ha recentemente fatto notare un amico, che i Dracula della narrativa e del cinema sono vampiri snelli, prestanti, dalla figura asciutta; ed e' anche vero che mangiano pochissimo, anzi non mangiano per niente; ma quanto sangue bevono! Se ne ingozzano con un'avidita', con una carnale soddisfazione che non ha pari nella realta'. E se, com'e' ampiamente dimostrato, il sangue riveste presso tante culture, presso civilta' che sembrerebbero agli antipodi l'una dell'altra, il significato di "cibo primario", c'e' da stupirsi se Dracula e' un eroe dei tempi moderni? Deve possedere un metabolismo invidiabile: con tutto quello che mangia (o beve, come preferite), non ingrassa mai; e' sempre in forma, ma non deve mai stare a dieta... Il sogno del ghiottone frustrato dei nostri giorni!

E non parliamo della sua ovvia, intrinseca, carica di sex appeal; il fascino che esercita sulle signore e' sin troppo noto. E' splendida intuizione del mito del vampiro l'avere fuso il piacere della nutrizione col piacere del sesso, facendone un tutto unico che rimanda direttamente il lettore, o lo spettatore, ai godimenti fetali del grembo materno e a quelli successivi del seno materno. Stati di felicita', questi, che la condizione di adulto non concede a nessuno, ma che tutti, presumo, rimpiangiamo; e che nell'immagine del non morto trovano una loro, per quanto macabra, realizzazione.

Lunga vita, dunque, a Dracula! Lunga vita a chi, da un lato, incarna senza dubbio il perturbante freudiano, l'inquietudine dell'inconscio che riemerge in superficie, il terrore atavico della morte; e, dall'altro, si propone come modello di assoluta soddisfazione dei sensi (almeno finche' un paletto acuminato, una croce o una spruzzata di acqua benedetta non intervengano a chiudere per sempre questo arcano stato di beatitudine). Ridotto all'osso, il fascino discreto del vampiro sta proprio in questo: nella duplicita' di una vita beatifica e primordiale che in realta' e' morte; nelle due facce cosi' opposte, ma cosi' perfettamente complementari, della parabola nascita-vita- morte che e' tipica di ogni essere umano.

E se per trascendere questa parabola, per arrivare all'inquieta pace dell'immortalita', dobbiamo avvolgerci in un mantello nero, dormire in una bara imbottita di terra, uscire solo di notte e morsicare qualche collo... Be', e' sempre meglio che marcire sotto una pietra tombale, no?

This article is copyright 1993 by Vittorio Curtoni. First published in Urania magazine, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, Italy, June 1993.

Electronically reproduced with permission from the author.

Average rating:
(0 votes)
This work is the copyright of the author. You may not copy, reproduce, distribute, publish, display, perform, modify, create derivative works, transmit, or in any way exploit any such content, nor may you distribute any part of this content, sell or offer it for sale.



 



Also at VO:

 

Prince Dracula
The following text is a translation of one of the oldest surviving versions of the story of Vlad III, Prince of Wallachia -- known to his friends as Vlad the Impaler, or Prince Dracole. It was printed in Nuremburg in 1488.


read more...
Wake Not the Dead - Johann Ludwig Tieck
Johann Ludwig Tieck (May 31, 1773 – April 28, 1853) was a German poet, translator, editor, novelist, and critic, who was part of the Romantic movement of the late 18th and early 19th centuries.

read more...

The Raw power surges,
The play upon shadows
The demons of Dark and light
The raw feeling, Fight or Flight
The Body intermingled so close
The Dance of ages un fortold


The urge to hurt someone so strong
The knowledge of what you do is wrong.
The satifaction of blood upon white skin
The bond of knowing you WILL win
The Flow of blood around you, coursing trough a vein
The betrayal of brother upon brother, Abel and Kain


The power to Feel to be yours
The desire growing canceriously like sores.

read more...
03: The Disappearance of the Body. -- Flora&#039;s Recovery and Madness. -- The Offer of Assistance From Sir Francis Varney.
"He is human!" cried Henry; "I have surely killed him."


"It would seem so," said M. Marchdale. "Let us now hurry round to the outside of the wall, and see where he lies."

read more...
The real vampire slayers
In 2004, Romanian police were called to investigate the desecration of a grave in a remote village just south of Transylvania. What they discovered there could have come straight from a Hammer Horror film. Here, renowned cannibalism expert Dr. Timothy Taylor revisits the scene of the crime.


read more...